In un momento storico in cui la transizione ecologica e le restrizioni al traffico urbano soffocano i possessori di auto datate, trasformare la propria vettura a benzina o diesel in un veicolo 100% elettrico non è più un’utopia. Grazie all’incentivo statale promossa dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, effettuare la richiesta bonus retrofit rappresenta un’opportunità concreta per allungare la vita alla propria auto, azzerare le emissioni e risparmiare cifre considerevoli sui costi di gestione.
Tuttavia, districarsi tra piattaforme informatiche, fatture, omologazioni e adempimenti burocratici della Motorizzazione Civile può apparire complesso. In questa guida pratica e dettagliata vedremo esattamente come funziona la procedura, quali sono i requisiti necessari e come inviare la domanda senza commettere errori che potrebbero far decadere l’agevolazione.
Requisiti e veicoli ammessi: a chi spetta il contributo?
Prima di procedere con la trasmissione telematica dell’istanza, è fondamentale verificare se il proprio veicolo e l’intervento effettuato rientrino nei parametri stabiliti dalla normativa vigente. La misura è pensata per incentivare la riqualificazione elettrica dei veicoli circolanti, evitando così la rottamazione precoce di mezzi ancora strutturalmente validi.
Nello specifico, la richiesta bonus retrofit può essere inoltrata per la conversione elettrica di veicoli appartenenti alle seguenti categorie:
- Categoria M1 ed M1G: autovetture destinate al trasporto di persone con al massimo otto posti a sedere oltre al conducente.
- Categoria M2 ed M3: autobus e veicoli destinati al trasporto di persone con più di otto posti.
- Categoria N1: veicoli commerciali leggeri destinati al trasporto di merci (fino a 3,5 tonnellate).
Un requisito imprescindibile riguarda il kit di conversione utilizzato: il sistema di riqualificazione elettrica deve essere tassativamente omologato secondo quanto previsto dal Decreto Ministeriale n. 141/2021 e installato da un’officina meccatronica abilitata e iscritta al registro degli autoriparatori.

Come presentare la richiesta bonus retrofit: i passaggi operativi
La procedura di domanda si svolge interamente online attraverso la piattaforma ufficiale gestita dal Ministero. Il contributo viene erogato sotto forma di rimborso diretto al cittadino o alla società proprietaria del veicolo che ha sostenuto le spese di trasformazione.
1. Preparazione della documentazione richiesta
Prima di accedere al portale, è bene raccogliere tutti i documenti digitali che dovranno essere allegati all’istanza. Avere tutto a portata di mano eviterà sessioni scadute e ritardi:
- Credenziali SPID (Livello 2) oppure Carta d’Identità Elettronica (CIE) dell’intestatario del veicolo.
- Codice Fiscale e dati anagrafici del richiedente.
- Coordinate bancarie (codice IBAN) dell’intestatario per l’accredito diretto del bonifico statale.
- Fatture elettroniche in formato PDF rilasciate dall’officina installatrice, con la descrizione dettagliata del kit e della manodopera.
- Ricevuta dei pagamenti effettuati con mezzi tracciabili (bonifico bancario o carta di credito).
- Copia della Carta di Circolazione (DU) aggiornata, recante l’avvenuto collaudo e l’annotazione della variazione di alimentazione ad elettrico da parte della Motorizzazione.
2. Compilazione della domanda sul portale
Effettuato l’accesso alla piattaforma dedicata, si seleziona l’opzione per l’inserimento di una nuova richiesta. Il sistema chiederà di inserire i dati della vettura (targa, telaio, categoria), i dati dell’officina e gli estremi della fattura. Successivamente, sarà necessario caricare i file allegati in formato leggibile e sottoscrivere la dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà che attesta la veridicità delle informazioni inserite.
A quanto ammonta il contributo e quali sono i vantaggi aggiuntivi?
L’importo economico garantito dall’incentivo copre fino al 60% del costo sostenuto per la riqualificazione, entro un tetto massimo fissato a 3.500 euro per i veicoli di categoria M1. A questa cifra si aggiunge un ulteriore contributo integrativo pari al 60% delle spese sostenute per l’imposta di bollo e l’iscrizione al Pubblico Registro Automobilistico (PRA) relative all’aggiornamento della carta di circolazione.
Oltre al contributo statale immediato, completare la trasformazione elettrica garantisce un risparmio a lungo termine formidabile:
- ed esenzione dal bollo auto fino a 5 anni (in alcune regioni l’esenzione diventa permanente).
- Forte riduzione dei costi della polizza RCA auto.
- Accesso libero alle Zone a Traffico Limitato (ZTL) e strisce blu gratuite in moltissimi comuni italiani.
- Abbattimento drastico dei costi di carburante e manutenzione ordinaria del motore.
Consigli pratici per evitare che la domanda venga respinta
I fondi stanziati sono soggetti a tetti di spesa, pertanto la precisione nella presentazione della richiesta bonus retrofit è determinante. L’errore più comune riguarda la discrepanza tra la data delle fatture e i periodi di ammissibilità previsti dal bando ministeriale, oppure l’assenza della dicitura esplicita relativa all’omologazione del kit sul documento fiscale rilasciato dall’officina.
Assicuratevi sempre che i pagamenti siano stati condotti esclusivamente dall’intestatario del veicolo e che le ricevute bancarie riportino causali chiare. In caso di esito positivo della verifica documentale, il Ministero provvederà ad accreditare la somma spettante direttamente sul conto corrente indicato entro le tempistiche previste dalle finestre di liquidazione.
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