Ascesa e declino monovolume: storia, motivi del tramonto e cosa scegliere oggi

C’era un tempo in cui la famiglia numerosa, l’automobilista pragmatico o il viaggiatore incallito non avevano dubbi: la risposta a qualsiasi esigenza di spazio e versatilità si chiamava monovolume. Tra la fine degli anni ’80 e i primi anni 2000, queste vetture hanno dominato le vendite globali, ridefinendo il concetto stesso di abitabilità su quattro ruote. Tuttavia, la parabola della ascesa e declino monovolume rappresenta uno dei mutamenti più repentini e radicali della storia dell’automobile moderna.

Oggi, queste “astonavi da viaggio” sono quasi del tutto scomparse dai listini del nuovo, soppiantate da una vera e propria invasione di SUV e Crossover. Ma cosa ha determinato la loro incredibile fortuna e il loro successivo, inesorabile tramonto? E soprattutto, per chi ha ancora bisogno di massimo spazio a bordo, quali sono le alternative pratiche disponibili sul mercato?

L’età d’oro: la rivoluzione della modularità e dello spazio

L’ascesa delle vetture MPV (Multi-Purpose Vehicle) inizia ufficialmente a metà degli anni ’80 con il lancio simultaneo della Dodge Caravan negli USA e della Renault Espace in Europa. L’intuizione dei costruttori fu geniale: fondere il telaio di un’autovettura con la volumetria di un furgone, offrendo un abitacolo a pavimento piatto, una posizione di guida rialzata e una visibilità straordinaria.

Negli anni ’90 e 2000, le monovolume si sono evolute conquistando tutte le categorie di mercato:

  • Monovolume grandi: Modelli iconici come Chrysler Voyager, Renault Espace e Ford Galaxy garantivano 7 posti veri e bagagliai immensi.
  • Monovolume medie e compatte: La Renault Scénic, la Citroën Xsara Picasso e l’innovativa Fiat Multipla (con le sue 6 sedute su due file) hanno portato la modularità nelle auto da tutti i giorni.

Il punto di forza risiedeva nella flessibilità degli interni: sedili singoli ripiegabili, scorrevoli o completamente asportabili, tavolini d’aereo estraibili, portaoggetti ovunque e un comfort di marcia impareggiabile per i lunghi viaggi in famiglia.

ascesa e declino monovolume

I fattori del declino: perché abbiamo smesso di amarle?

Il declino del segmento è iniziato verso la fine degli anni 2010 ed è stato causato da una tempesta perfetta di fattori estetici, psicologici e normativi.

1. L’avvento e la dominanza dei SUV

I Sport Utility Vehicle hanno intercettato esattamente lo stesso pubblico di riferimento (famiglie in cerca di posizione guida rialzata e sicurezza), proponendo però un’immagine nettamente più attraente. Dove la monovolume comunicava l’idea di “auto da papà o da mamma” dedicata esclusivamente alla routine familiare, il SUV vendeva uno stile di vita dinamico, avventuroso e moderno.

2. Limiti di aerodinamica ed emissioni

L’irrigidimento delle normative anti-inquinamento europee (Euro 6 e target sulla CO2) ha penalizzato le forme squadrate e le ampie sezioni frontali tipiche delle MPV. I costruttori hanno preferito investire su carrozzerie crossover, più facili da ottimizzare dal punto di vista aerodinamico e dell’elettrificazione.

3. Costi di produzione e razionalizzazione delle gamme

Progettare interni modulari complessi — con guide a scorrimento, meccanismi di ribaltamento avanzati e sistemi di sicurezza dedicati a ogni singolo sedile — richiedeva costi industriali elevati. Con il calo della domanda, mantenere in produzione piattaforme dedicate alle monovolume è diventato economicamente insostenibile per quasi tutti i brand.

Cosa comprare oggi? Le migliori alternative pratiche

Se oggi stai cercando un veicolo che erediti la filosofia pratica delle vecchie monovolume, la scelta sul mercato del nuovo si è ristretta, ma esistono valide alternative:

  • I “Ludospazi” (Multispace): Derivati dal trasporto leggero ma rifiniti come autovetture (es. Citroën Berlingo, Peugeot Rifter, Volkswagen Caddy). Offrono porte posteriori scorrevoli, un volume di carico record e prezzi spesso più contenuti rispetto ai SUV.
  • SUV a 7 posti di grande taglia: Modelli come Skoda Kodiaq, Peugeot 5008 o Hyundai Santa Fe offrono una terza fila di sedili (spesso a scomparsa nel bagagliaio), pur rinunciando a parte della modularità interna originale delle MPV.
  • Il mercato dell’usato recente: Per chi non vuole scendere a compromessi, il mercato dell’usato offre ancora ottimi esemplari di vetture come Ford S-Max, Volkswagen Sharan o Renault Grand Scénic.

Sebbene il capitolo della ascesa e declino monovolume si sia sostanzialmente chiuso in favore della moda SUV, l’eredità di queste vetture vive ancora nella ricerca ossessiva dell’ottimizzazione degli spazi interni che ogni automobile moderna cerca di offrire.

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