In un contesto economico in cui il costo dei carburanti tradizionali continua a gravare pesantemente sul bilancio delle famiglie e le normative anti-inquinamento bloccano i veicoli più datati, la conversione a gas rappresenta una delle soluzioni più intelligenti e sostenibili. Il bonus GPL e metano (noto anche come incentivo retrofit) nasce proprio con l’obiettivo di agevolare la transizione ecologica del parco auto circolante, permettendo agli automobilisti di risparmiare sui costi di installazione degli impianti e sui consumi quotidiani.
In questa guida pratica ed esaustiva analizzeremo nel dettaglio cos’è il bonus, quali sono gli importi previsti, chi può richiederlo e come accedere al contributo in modo semplice e privo di intoppi burocratici.
Cos’è il Bonus GPL e Metano e a quanto ammonta
Il bonus GPL e metano è un incentivo statale promosso dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) destinato ai proprietari di auto che decidono di installare un impianto a gas (GPL o metano) su un veicolo a benzina o diesel già immatricolato.
L’importo del contributo varia a seconda della tipologia di alimentazione scelta per il retrofit:
- 400 euro per l’installazione di un impianto a GPL;
- 800 euro per l’installazione di un impianto a metano.
La misura è stata pensata per sostenere l’economia circolare, allungando la vita utile dei veicoli efficienti ed evitando la necessità di acquistare un’auto nuova per poter circolare liberamente.

Requisiti di accesso: quali veicoli rientrano nel bonus
Non tutte le vetture possono beneficiare del contributo. Per poter accedere all’incentivo per l’installazione dell’impianto a gas, la tua auto deve rispettare precisi parametri tecnici:
- Classe ambientale: il veicolo deve essere omologato con classe emissiva pari a Euro 4, Euro 5 o Euro 6. Le auto Euro 3 o inferiori sono quindi escluse dall’agevolazione.
- Categoria del veicolo: l’incentivo è riservato alle autovetture ad uso privato appartenenti alla categoria M1.
- Proprietà: il richiedente deve essere il proprietario del mezzo o l’intestatario del contratto di leasing.
Questa selezione consente di trasformare auto ancora meccanicamente valide in vetture a basso impatto ambientale, bypassando gran parte dei blocchi del traffico locali nei grandi centri urbani.
Come richiedere il contributo: la procedura passo-passo
La vera forza di questo incentivo sta nella semplicità burocratica per il cittadino. L’automobilista, infatti, non deve presentare alcuna domanda complessa su portali della PA, poiché il bonus viene erogato direttamente sotto forma di sconto immediato in fattura.
Ecco i passaggi da seguire per ottenere il beneficio:
1. Scelta dell’officina installatrice accreditata
Rivolgiti a un meccatronico o installatore specializzato aderente alla piattaforma ufficiale del MIMIT. È l’officina stessa a gestire la prenotazione del contributo per tuo conto.
2. Prenotazione delle risorse
L’installatore inserisce i dati della vettura sul portale dedicato. Una volta confermata la disponibilità dei fondi, il sistema rilascia una ricevuta di prenotazione dell’incentivo.
3. Installazione e collaudo
L’officina procede con il montaggio dell’impianto GPL o metano e provvede alla gestione delle pratiche di collaudo presso la Motorizzazione Civile per l’aggiornamento della carta di circolazione (DU – Documento Unico).
4. Sconto in fattura
In fase di saldo dell’intervento, l’installatore applicherà direttamente lo sconto di 400€ o 800€ sul totale dovuto. L’azienda recupererà poi l’importo sotto forma di credito d’imposta.
Vantaggi economici oltre l’incentivo: conviene davvero?
Oltre al risparmio iniziale sul costo dell’impianto, il passaggio a GPL o metano garantisce un rientro dell’investimento estremamente rapido. Basti pensare che il costo al litro del GPL e quello al kg del metano garantiscono un risparmio alla pompa che oscilla tra il 45% e il 60% rispetto a benzina e diesel.
A questo si aggiungono ulteriori agevolazioni fiscali locali: molte Regioni italiane offrono l’esenzione totale o parziale dal pagamento del bollo auto per i veicoli bifuel (fino a 5 anni di esenzione in diverse aree d’Italia), consentendo un ulteriore risparmio annuale consistente.
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