Chiunque si sia trovato al volante durante un forte temporale conosce quella sensazione improvvisa e gelida: lo sterzo diventa leggerissimo, il motore sale improvvisamente di giri e l’automobile sembra galleggiare sul nulla. È il fenomeno dell’aquaplaning, uno dei pericoli più insidiosi e sottovalutati della guida nella stagione piovosa. Comprendere la corretta gestione aquaplaning alla guida non è solo una questione di tecnica automobilistica, ma un fattore determinante per la sicurezza tua e degli altri utenti della strada.
In questo articolo analizzeremo in modo chiaro e pratico cosa succede esattamente sotto le ruote della tua auto, come reagire d’istinto ma con lucidità quando si perde aderenza e quali interventi di manutenzione preventiva riducono al minimo il rischio di galleggiamento.
Cos’è l’aquaplaning e perché si verifica
L’aquaplaning si verifica quando il battistrada dei pneumatici non riesce a evacuare l’acqua presente sull’asfalto con la stessa rapidità con cui l’auto avanza. Si forma così un “cuscinetto” d’acqua ad alta pressione davanti e sotto le ruote, che solleva letteralmente il veicolo dal manto stradale. In quel momento, il contatto diretto tra gomma e asfalto viene azzerato: la vettura non risponde più allo sterzo, ai freni né all’acceleratore.
Le cause principali sono la combinazione di tre fattori dinamici:
- Velocità elevata: maggiore è la velocità, minore è il tempo a disposizione delle scanalature per espellere l’acqua.
- Profondità d’acqua sul fondo stradale: avvallamenti, rotaie lasciate dai camion e scarichi intasati creano strati d’acqua critici.
- Usura e pressione dei pneumatici: gomme sgonfie o con battistrada consumato perdono fino all’80% della loro capacità drenante.

Gestione aquaplaning alla guida: la procedura d’emergenza passo dopo passo
Se senti lo sterzo perdere consistenza e avverti che la macchina sta scivolando, il fattore umano fa la differenza tra un semplice spavento e un incidente. La regola d’oro è mantenere la calma ed evitare reazioni brusche.
1. Non toccare il pedale del freno
La tentazione d’istinto è quella di pestare sul freno, ma è l’errore più grave. Se le ruote si bloccano mentre sono sollevate dall’acqua, nel momento esatto in cui ritroveranno aderenza sull’asfalto asciutto o meno profondo, la macchina scarterà di colpo in modo incontrollato, innescando un testacoda.
2. Mantieni lo sterzo diritto
Non ruotare il volante cercando di correggere la traiettoria. Se mantieni le ruote sterzate mentre l’auto galleggia, quando i pneumatici toccheranno di nuovo l’asfalto la vettura schizzerà violentemente nella direzione verso cui puntano le ruote. Impugna saldamente il volante con entrambe le mani e mantienilo orientato nella direzione di marcia.
3. Solleva gradualmente il piede dall’acceleratore
Rilascia l’acceleratore in modo dolce. Nelle auto con cambio manuale, premi la frizione: questo interromperà la coppia motrice sulle ruote, permettendo loro di rallentare per inerzia e di “fendere” l’acqua fino a toccare di nuovo il fondo stradale. Nelle auto automatiche, limita la reazione al solo rilascio del gas.
Come prevenire il galleggiamento: la manutenzione che ti salva
La miglior gestione aquaplaning alla guida risiede nella prevenzione. Non basta modificare lo stile di guida riducendo la velocità in caso di pioggia intensa; è fondamentale curare lo stato dell’autovettura.
I pneumatici sono l’unico punto di contatto tra il veicolo e la strada. La normativa stabilisce un limite minimo di profondità del battistrada di 1,6 mm, ma gli esperti automotive raccomandano fortemente di sostituire le gomme quando il battistrada scende sotto i 3 mm per gli pneumatici estivi e sotto i 4 mm per quelli invernali o quattro stagioni. Sotto questa soglia, la capacità di evacuazione dell’acqua crolla drasticamente, esponendoti all’aquaplaning anche a velocità inferiori ai 70 km/h.
Infine, controlla mensilmente la pressione di gonfiaggio: pneumatici sgonfi tendono a schiacciarsi al centro, allargando l’impronta a terra in modo anomalo e creando un’area centrale incapace di scaricare l’acqua.
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